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In un mondo in continuo dirompente cambiamento, come possiamo cambiare il modo in cui guardiamo un’organizzazione per liberarne l’abbondanza? La risposta si trova nell’aria della cultura aziendale, ma in un modo che non ci si aspetterebbe.

“Ho alla fine compreso che la cultura non è solo un aspetto del gioco, è il gioco. L’organizzazione non è altro che la capacità collettiva delle persone che la compongono di creare valore.” Louis Gerstner, IBM

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Quello che abbiamo imparato nel corso degli ultimi secoli, e ciò che le tradizioni antiche sapevano già da migliaia di anni – che l’unica cosa permanente al mondo è l’impermanenza.

Oggi, tuttavia, il nostro mondo si evolve a una velocità senza precedenti che nemmeno il più saggio dei saggi avrebbe potuto prevedere.

Il cambiamento è il nuovo standard. Tuttavia, a volte noi, e le nostre organizzazioni, facciamo fatica a trarre il massimo dalle opportunità che il cambiamento porta con sé. Le organizzazioni che abbiamo costruito, come noi esseri umani, hanno una resistenza innata al cambiare, una paura dell’ignoto, che causa il fallimento anche dei progetti di cambiamento che partono con le migliori intenzioni.

Con uno sguardo veloce alla nostra storia, possiamo capire come siamo arrivati a essere ciò che pensiamo di essere, e trovare indizi su come pensare in modo diverso per affrontare con successo il cambiamento.

Alcuni di noi non sono ancora consapevoli di quanto la società occidentale e il mondo delle aziende sia stato drammaticamente plasmato dal pensiero newtoniano. Newton sosteneva che nel nostro universo si potrebbe prevedere e controllare tutto. L’esempio più semplice, la mela che cade dall’albero, è un’ottima illustrazione di come Newton abbia visto il mondo. Con questa mentalità, ci ha suggerito che tutto può essere spiegato in modo razionale e logico, che le cose accadono in modo lineare, in sequenza e possono quindi essere controllate.

Oggi, le sue idee sono al cuore del nostro modo di vedere il management e la leadership; abbiamo tradotto le sue idee in gestione strategica, risultati misurabili e KPI. La stragrande maggioranza delle nostre organizzazioni sono dirette e gestite secondo i principi del pensiero di Newton: prevedere e controllare.

Non c’è dubbio che queste idee abbiano portato a un enorme successo nel mondo aziendale. Tuttavia, ciò che ci ha portato qui non è necessariamente ciò che ci porterà dove vogliamo essere. I leader di domani hanno bisogno di pensare, vivere ed essere in modo diverso per avere successo, poiché stiamo già trascendendo oltre il paradigma corrente.

L’illusione che le cose rimarranno costanti e che il futuro può essere previsto e controllato è oggi alla base di tanta inefficienza organizzativa e di leadership.

Il nostro mondo è semplicemente diventato troppo complesso per Newton. Complessità significa non linearità: ciò che questo comporta, è che molte aziende guidate dal pensiero di Newton oggi perdono un enorme potenziale senza rendersene conto, e il nostro desiderio di imporre il controllo sui nostri sistemi complessi rende il totale meno della somma delle parti.

Per capire meglio questo, abbiamo bisogno di guardare al cambiamento e alla complessità in modo diverso. Invece che prevedere e controllare, abbiamo bisogno di integrare una visione diversa del mondo, in grado di sfruttare la grande abbondanza di opportunità che la complessità ci offre.

Comprendere la leadership e il potenziale organizzativo attraverso la comprensione dell’energia!

Il campo scientifico della fisica quantistica ha studiato sistemi complessi per decenni ed offre lezioni preziose sul cambiare il modo in cui vediamo le nostre organizzazioni, con l’obiettivo di liberare l’infinito potenziale del cambiamento.

Guardare alla leadership attraverso la prospettiva quantistica ci dice che:

  • Tutto è costituito da particelle di energia (anche noi umani)
  • Queste particelle di energia formano sistemi che emergono costantemente, in continua evoluzione, sempre intrecciati (entangled) e che si muovono in modo imprevedibile.
  • In un’organizzazione, questi sistemi si riflettono nella cultura aziendale, una risorsa sottoutilizzata per ottenere risultati migliori e una maggiore efficacia del team.

Questo contraddice la teoria di Newton, che sostiene che siamo in grado di separare e controllare ogni atomo, e quindi ogni aspetto del mondo. Se accogliamo l’idea che noi esseri umani, e, quindi, le nostre organizzazioni, siamo energia, parte di campi più vasti di energia, dovremmo anche capire che il cambiamento è naturale ed è il modo in cui siamo stati creati per vivere. La separazione non esiste. Tutto è interdipendente e interconnesso. Perciò, quando cerchiamo di prevedere e di controllare il cambiamento, schieriamo una visione troppo semplicistica sulla nostra organizzazione che rischia di non sfruttare a pieno la sua energia.

In sintesi, nella fisica quantistica, la somma non è mai uguale alle sue parti. La relazione tra i suoi componenti è tutto.

Lo sappiamo intuitivamente, quando lavoriamo in un team efficace e l’impegno collettivo del gruppo sembra così molto più grande di quello che ognuno porta al tavolo. Il nostro corpo, disassemblato, non può funzionare. Le parti hanno bisogno di intrecciarsi (entangle) affinché il corpo venga alla vita.

Sappiamo che molto del legame di fiducia tra le persone proviene dalla loro relazione, e se queste persone dovessero separarsi, la fiducia scomparirebbe. La creatività e l’innovazione emergono dall’interconnessione.

Un’antica parola africana, Ubuntu, riassume questo in: “Io sono perché noi siamo”. La relazione con gli altri è ciò che ci rende quello che siamo. Il punto è, solo perché non si può vedere, toccare, pesare o misurare, questo non significa che la relazione sia meno reale.

Che cosa significa questo per il potenziale di un’organizzazione e per la sua leadership in tempi di cambiamento?

È necessario portare l’attenzione alla qualità della cultura organizzativa, che rappresenta, in ultima analisi, la manifestazione della qualità delle relazioni individuali e collettive che esistono all’interno dell’organizzazione.

Ogni organizzazione ha una cultura aziendale, buona o cattiva. La cultura esiste solo a causa dell’interazione delle persone all’interno del sistema – in termini quantistici la cultura può essere intesa come il campo energetico che collega le persone in azienda.

Sono sicura che avete percepito cosa intendo con ‘livello di energia’ quando si entra in un ufficio. Alcuni uffici respirano un alto livello di energia, altri un livello più basso. Non si può vedere, toccare, o misurare l’energia, ma questo livello lo senti.

Un uomo d’affari cinese molto saggio, una volta mi ha detto: “La cultura organizzativa è l’asset maggiore di un’organizzazione”. Eppure, non molti leader si concentrano sulla cultura, che è l’energia della loro organizzazione.

Una cultura energetica, florida, che si adatta al cambiamento con facilità può svilupparsi solo quando prevedere e controllare prendono il sedile posteriore in favore della auto-organizzazione, della trasparenza e dell’olismo. Investendo nella qualità delle relazioni, invitando le persone ad essere curiose sulla loro energia in modo emergente piuttosto che prevedibile, l’organizzazione può liberare il proprio potenziale e sfruttare le opportunità che il cambiamento porta con sé.

I livelli più alti di energia sono stati osservati quando le persone sono convinte di servire ad uno scopo più alto, di lavorare per qualcosa di più grande di loro. E’ in questi casi che i rapporti funzionano al meglio. La motivazione è energia.

Come possiamo quindi investire nella nostra cultura aziendale e nei suoi elementi costitutivi, le relazioni? Abbiamo bisogno di ispirare, si soffiare in loro la vita. La parola “ispirare” deriva dal latino e significa “soffiare dentro”.

Per cominciare, il leader ha bisogno di animare l’ispirazione delle sue persone unendole dietro una visione convincente, qualcosa di più grande che le unisce. La visione dell’organizzazione, e come viene comunicata, influenzerà letteralmente i livelli di energia dell’azienda e come le persone si identificano con lo scopo organizzativo e l’uno con l’altra.

Fai un passo indietro e rifletti sulle seguenti domande per la tua organizzazione:

  • Che cosa fa la cultura organizzativa per la tua azienda?
  • Che ruolo hanno i tuoi leader nel liberare l’energia?
  • Come farai a sapere quando l’organizzazione ha raggiunto il suo potenziale?

Bibliografia

Danah Zohar, The Quantum Self, 2015

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